Credo, ma attendo conferme o smentite (eventualmente da me stesso), che lo si debba alla combinazione del fatto che esisteva già un gioco vagamente simile e con lo stesso nome, in tempi andati, il calcio fiorentino, e delle pressioni contrarie ai termini di origine straniera nell'epoca fascista (ma anche precedenti).
La voce “Foot-ball” della sesta edizione (1931) del Dizionario moderno di Alfredo Panzini dice:
Foot-ball (fut-bool): denominazione inglese abusivamente usata per indicare un antichissimo giuoco italiano, che si chiamava il Giuoco del Calcio. Pietro di Lorenzo Bini, nel 1587, pubblicò in Firenze un trattato dal titolo: Memorie del Calcio fiorentino. Era giuoco usatissimo e nobilissimo. Ho inoltre trovato nell'Ambrosiana un Codice (C. 35 Sup.) del sec. XV, così intitolato: «Qui comincia la Palla al Calcio di Giovanni Frescobaldi», e i primi versi sono:
Volendo seguitare il mio disegno,
quasi ismarrito aveva la fantasia
e la memoria e l'intelletto e l'ingegno.
Durante la signoria de' Medici furono giocati dei Calci riccamente preparati, ed è fra tutti rimasto celebre quello del 19 aprile 1584, allorché venne in Firenze il Principe Gonzaga di Mantova con la sua consorte, Donna Eleonora di Toscana. Come questo giuoco italiano – di cui gli entusiasti ammiratori potrebbero cercare le origini più remote sin nell'Odissea, ove si rappresenta la reginella Nausicae che giuoca alla palla presso la riva del mare – sia venuto obliandosi presso di noi; dall'Italia sia passato in Inghilterra; di qui in Europa, dove col Tennis (Pallacorda) gareggia di popolarità, non è qui il caso di ricordare. Qui ricorderemo soltanto come nella patria del Calcio e della Pallacorda si giochino ambedue i detti giuochi con denominazioni inglesi e i vecchi nomi italiani siano obliati. Dicono gli intenditori che il nuovo Foot-ball non corrisponde all'antico e perciò i nuovi nomi hanno giusta ragione di essere. Distinguono il Rugby e l'Association, due modi di giocare al calcio, questo più costumato e civile, l'altro fiero e violento nella gara di vietare l'accesso al pallone. Si misura il campo a yards; i giocatori si chiamano foot-ballers; la prima fila si dice dei forwards; goal la porta per cui gli uni si sforzano di far passare la palla, gli altri di respingerla. Le pene sono dette penalty; il guardiano della porta è detto goal keeper; il giudice di campo referer; il calcio è pronunciato kick; bar l'asta trasversale della porta; full-backs i difensori della porta o terzini, e così via. I francesi oltre che con la voce inglese, lo denominano con voce propria, ballon au pied. I giornali gialli, rossi, verdi dello sport costituiscono il pascolo intellettuale di tutte le classi, dallo studente all'operaio.
Quindi, a quel che pare, nel 1931 ancora prevalevano le parole inglesi, per denominare il calcio in sé e alcuni elementi del gioco. Evidentemente la spinta autarchica del periodo, se non imposta per legge quanto meno caldamente incoraggiata da intellettuali influenti come Panzini, deve aver portato al successo, in quasi tutti i casi elencati nella voce, delle corrispondenti parole italiane.