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Alcune parole cambiano genere al plurale. Che io sappia sono tutte parti del corpo:

  • dito/a
  • braccio/a
  • orecchio/e
  • ginocchio/a
  • (soprac)ciglio/a

(mi pare questa sia la lista completa, se ne esistono altre aggiungete pure nei commenti)

Mi domandavo: che storia etimologica c'è dietro? Come si sono venute a formare queste coppie singolare maschile/plurale femminile? Se la lista è completa, c'è qualche motivo per cui è successo solo con parti del corpo?

Federico
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Ciò dipende principalmente da una reinterpretazione al femminile dell'originale neutro plurale dei nomi latini di seconda declinazione. Questi nomi sono detti in italiano nomi sovrabbondanti (1).

In latino i nomi neutri di seconda declinazione al nominativo singolare hanno desinenza in "-um" (come i nomi di seconda declinazione non neutri) mentre al plurale hanno desinenza in "-a" (come i nomi di prima declinazione). I nomi latini di prima declinazione in italiano sono normalmente diventati nomi femminili terminanti in "-a"; i nomi di seconda declinazione sono normalmente diventati nomi maschili terminanti in "-o", con tantissime eccezioni, ovviamente. Da qui la reinterpretazione di cui si diceva su.

Di plurali irregolari ce ne sono a bizzeffe. Qualche altro esempio lo trovi qui, ai plurali con cambio di genere e ai plurali dei nomi sovrabbondanti. Come vedi non sono solo parti del corpo.

Da notare che ci sono anche casi di nomi femminili al singolare e plurali al maschile, come la eco, gli echi.

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    Non so se è chiaro dalla risposta che “nomi sovrabbondanti”, in senso proprio, si dice delle parole che ammettono un doppio plurale, quello basato sul plurale neutro e quello “regolare” (braccia/bracci, mura/muri, budella/budelli, urli/urla), o lo ammettevano in passato e ora se ne usa uno solo. Nota in particolare che i plurali “neutri” non si hanno solo per parti del corpo, e che quando sopravvivono entrambi i plurali spesso quello “neutro” si riferisce a insiemi generici, quasi informi (grida, lenzuola, budella), mentre quello maschile a più di un oggetto, ognuno dei quali ben distinto. – DaG Jul 28 '14 at 21:22