Non so se questa sia la sede adatta per porre questa domanda. Tuttavia, dato che in questa comunità vi è molta gente che ha dimestichezza sia con la lingua italiana che con la matematica, credo possa essere base di una discussione interessante.
Come è noto, in italiano l'aggettivo concavo viene usato normalmente per descrivere oggetti "a forma di U". Il guscio di una noce aperta, una ciotola su un tavolo, una mano a cucchiaio, sono tutti oggetti che potremmo descrivere come concavi. Ciò avviene generalmente perché si guardano dall'alto verso il basso.
Se ne trova testimonianza anche in letteratura. Ad esempio, nella traduzione italiana di Rosa Calzecchi Onesti del primo libro dell'Iliade, nei versi in cui si parla della ritirata di Achille dalla guerra, si legge
Ma ora andrò a Ftia, perché certo è molto meglio / andarsene in patria sopra le concave navi.
La nave, in effetti, è un altro oggetto che durante la navigazione personalmente classificherei decisamente come concavo.
Tutto ciò è in contrasto con la definizione convenzionale di funzione concava che si dà in analisi matematica.
[...] una funzione f(x) a valori reali definita su un intervallo si dice concava se il segmento che congiunge due qualsiasi punti del suo grafico si trova al di sotto del grafico stesso.
Per quanto la definizione sulla pagina di Wikipedia italiano non sia rigorosissima, è chiaro che - se mi passate i termini - una funzione concava non è "a forma di nave" bensì "a forma di collina".
Personalmente sono sempre stato turbato da questo contrasto, e volevo sapere se qualcuno aveva informazioni sull'origine di questa discrepanza.
NB
So bene che una funzione concava dista una trasformazione lineare dal diventare convessa. Non è quello il punto. La domanda è più incentrata sulla discrepanza tra l'uso che si fa dei termini nella lingua parlata ed in ambiti matematicamente formali.